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Volunia, il motore di ricerca sociale!

Non abbiamo avuto ancora il piacere di provare Volunia, la nuova start-up tutta italiana ideata da  Massimo Marchiori, ma già seguendo la conferenza stampa di presentazione in diretta streaming si è capito molto della filosofia che ha fatto nascere questa sorta di Google Sociale.

E non a caso il fondatore racconta e spiega il nuovo portale con la metafora della gallina, da sempre costretta a vivere in gabbie, ma che dal 2012 sarà liberata da questa costrizione.

Così come gli utenti che fino adesso dopo una ricerca on line per mezzo dei motori si fermavano alla scelta del sito, con Volunia la ricerca è solo il primo atto della navigazione e permetterà all’utente di spiccare il volo.

Una volta entrati nel sito ricercato avremo la possibilità di entrare in contatto con chi vi è connesso, cioè con le persone che hanno dimostrato interesse verso quell’argomento.

Potremo instaurare discussioni tra i naviganti e aggiungere alle nostre conoscenze web le persone che hanno dimostrato il nostro stesso interesse su vari argomenti.

Non un semplice Motore di ricerca, quindi, ma un vero e proprio Social Network nomade che trasforma ogni singolo sito in occasione di incontro e scambio di idee.

Tanti auguri Volunia, in bocca al lupo.

 

Di navi, Tv e web

Avrei dovuto e voluto inaugurare il blog con una notizia leggera, di comunicazione politica, ma sono costretto a parlare della notizia del giorno che è l’affondamento della nave Costa Concordia, ovviamente non dal punto di vista della cronaca, cui dovrebbero pensarci i mezzi di comunicazione, e dico “dovrebbero” non a caso, perché sono questi i casi in cui si comprende con forza quanto giornali e televisione siano mezzi anacronistici quando l’oggetto del discorso è una notizia di cronaca o il racconto dei fatti.
Sveglio alle 8 del mattino, faccio colazione con latte e Twitter e tra i Trend Topic (TT, le parole più utilizzate del momento) c’era #giglio!
Le parole che si trovano nei Trend Topic (TT) sono delle spie sui fatti del momento. Se una parola è molto utilizzata è molto probabile, se non scontato, che qualcosa sta succedendo ora, in diretta.
È bastato scorrere qualche tweet per capire cosa stesse accadendo, e alle 8.05 ero informato, in diretta.
Ma per curiosità ho acceso la tv, forse ancora illuso di poter trovare qualche notizia in più, ma dominava il silenzio sull’accaduto e il rumore ormai consueto della politica.
Ho dovuto aspettare fino alle 10.30 per poter vedere notizie in televisione, quando ormai circa ¼ della popolazione italiana aveva già avuto notizia dell’accaduto tramite internet.
Non sento l’esigenza di essere informato tramite la televisione per due motivi:
•    la TV filtra ampiamente e a uso e consumo dei propri direttori, responsabili, “padroni-capi”;
•    Internet è, per chi ha imparato ad usarlo correttamente, la migliore fonte di informazione in tempo reale, indipendente e non filtrata.

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