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Povia e gli errori nel web

Povia torna a far parlare di sé. Direttamente o indirettamente. L’oggetto della polemica è un fantomatico commento sulla sua pagina ufficiale facebook in cui venivano espresse frasi e termini contro i gay che non lasciavano spazio ad alcun fraintendimento.

Il post, dopo qualche minuto rimosso (anzi, bannato, per usare il termine di Povia), è stato prontamente salvato (screenshot) dall’amministratore della pagina facebook Pugliamo l’Italia, pagina di sostenitori del presidente della regione Puglia Nichi Vendola.

Da qui il terremoto. La rete, quindi gli utenti, quindi i cittadini ancora una volta hanno dato dimostrazione di sensibilità e approccio contemporaneo alle questioni sociali che spesso si presentano. Tutti contro Povia, perché è lui l’autore del commento. Si dice.

I problemi nascono quando è lo stesso Povia a dire che non è stato lui bensì un profilo falso a scrivere quel commento offensivo, ma il modo in cui lo fa non è dei migliori per rivolgersi agli utenti di un social network.

Monta così una social-war tra sostenitori e detrattori che porta la polemica su twitter che viene poi ripresa da alcune testate.

Voglio credere a Povia, anche perché non è per niente impossibile che qualcuno crei profili falsi e commenti a nome di un altro, ma voglio evidenziare gli errori che il vero Povia ha commesso nel gestire questa crisi.

1 – Ha reagito utilizzando un linguaggio poco pulito, volgare e offensivo nei confronti di chi lo accusava (perché ignaro della, presunta, realtà)

2 – Povia ha la cattivissima abitudine non solo di cancellare i commenti offensivi ma anche di eliminare totalmente i proprio post senza lasciar traccia alcuna di ciò che accade. In realtà sono gli stessi sostenitori a prendere le difese del proprio idolo ed è quindi totalmente inutile censurare.

3 – Continua ad alimentare la polemica riprendendo articoli che parlano di questa storia insultando la stampa

4 – Povia non ha un social media manager. E si vede.

Ovviamente ciò che avrebbe dovuto fare è tutto l’opposto di ciò che ha fatto.

Un dubbio però ce l’ho. Povia non è tra i partecipanti Sanremo 2012 e il suo album uscirà in aprile. Potrebbe essere probabile che il suo comportamento sia un astuto, ma poco intelligente modo di far parlare di sè in maniera gratuita ed efficace?

Twitter e il messaggio cristiano

Ho trovato interessante l’articolo del cardinale Ravasi nell’ultimo numero de L’Espresso, non tanto per il contenuto quanto per l’apertura che la Chiesa cattolica sembra avere nei confronti del web e in particolare di Twitter.

Nella lettera Ravasi risponde alla critica mossa da un fedele contrario alla scelta del cardinale di tuffarsi nel mare immenso del social network per inviare messaggi cristiani di 140 caratteri ai suoi followers, le persone che lo seguono.

Una trovata niente male, nonostante l’idea originaria fosse del vescovo francese Hervé Giraud, che tempo fa diede il via alle tweet-omelie.

Il cardinale Ravasi ogni giorno pubblica tweet contenenti frasi tratte dalla Bibbia e dai salmi, e non solo. Cita celebri artisti come Woody Allen (Il vantaggio di essere intelligente è che si può fare anche lo stupido, mentre è del tutto improbabile il contrario.), o come John Lennon o addirittura Trilussa (C’è un’ape che se posa / su un bottone de rosa: / lo succhia e se ne va… / Tutto sommato, la felicità / è una piccola cosa).

Sembra divertirsi il cardinale che ammette “il linguaggio mi ha sempre incuriosito” e il perché della scelta di utilizzare Twitter è presto spiegata: “ho passato una vita a parlare in pubblico, in chiese e piazze, aule e teatri, sale e studi televisivi. Mi sono convinto, così, che un serio messaggio teologico può risuonare in ogni ambiente comunicativo”.

Potrebbe sembrare blasfemo per alcuni, ma Ravasi ha di fatto ragione nell’ammettere l’inefficacia del messaggio cristiano veicolato attraverso omelie che parlano, citando Voltaire, una lingua ecclesiastica “lunga e piatta come la spada di Carlo Magno”.

Dunque, perché scandalizzarsi quando molte frasi dette da Gesù sono tweet insuperabili, come “Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”?

E intanto anche il Papa sdogana ufficialmente Twitter !

Cosa pensate? Sarà più incisivo il messaggio cristiano trasmesso attraverso la rete?

Soddisfazioni “satiriche”

Una giornata ricca di soddifazioni “satiriche” quella di ieri. La prima è la pubblicazione in seconda pagina della Gazzetta di Lecce (Gazzetta del Mezzogiorno) del manifesto satirico del PD creato da me dopo la vittoria di Loredana Capone alle primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra.

Un manifesto pubblicato solo su facebook poi rimbalzato il giorno dopo sul giornale

L’altra soddisfazione riguarda sempre un manifesto satirico di mia creazione che ha come oggetto l’infelice dichiarazione del Viceministro Martone (Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati).

Il manifesto è stato citato dal mitico sito fanpage.it e su twitter è rimbalzato di tweet in tweet diventando l’immagine più condivisa nella giornata di ieri.

Possiamo ritenerci soddisfatti!

Alla prossima

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