Twitter e il messaggio cristiano

Ho trovato interessante l’articolo del cardinale Ravasi nell’ultimo numero de L’Espresso, non tanto per il contenuto quanto per l’apertura che la Chiesa cattolica sembra avere nei confronti del web e in particolare di Twitter.

Nella lettera Ravasi risponde alla critica mossa da un fedele contrario alla scelta del cardinale di tuffarsi nel mare immenso del social network per inviare messaggi cristiani di 140 caratteri ai suoi followers, le persone che lo seguono.

Una trovata niente male, nonostante l’idea originaria fosse del vescovo francese Hervé Giraud, che tempo fa diede il via alle tweet-omelie.

Il cardinale Ravasi ogni giorno pubblica tweet contenenti frasi tratte dalla Bibbia e dai salmi, e non solo. Cita celebri artisti come Woody Allen (Il vantaggio di essere intelligente è che si può fare anche lo stupido, mentre è del tutto improbabile il contrario.), o come John Lennon o addirittura Trilussa (C’è un’ape che se posa / su un bottone de rosa: / lo succhia e se ne va… / Tutto sommato, la felicità / è una piccola cosa).

Sembra divertirsi il cardinale che ammette “il linguaggio mi ha sempre incuriosito” e il perché della scelta di utilizzare Twitter è presto spiegata: “ho passato una vita a parlare in pubblico, in chiese e piazze, aule e teatri, sale e studi televisivi. Mi sono convinto, così, che un serio messaggio teologico può risuonare in ogni ambiente comunicativo”.

Potrebbe sembrare blasfemo per alcuni, ma Ravasi ha di fatto ragione nell’ammettere l’inefficacia del messaggio cristiano veicolato attraverso omelie che parlano, citando Voltaire, una lingua ecclesiastica “lunga e piatta come la spada di Carlo Magno”.

Dunque, perché scandalizzarsi quando molte frasi dette da Gesù sono tweet insuperabili, come “Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”?

E intanto anche il Papa sdogana ufficialmente Twitter !

Cosa pensate? Sarà più incisivo il messaggio cristiano trasmesso attraverso la rete?

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Un pensiero su “Twitter e il messaggio cristiano

  1. salvatore marti in ha detto:

    Condivido appieno la scelta. Consiglio di seguire anche Padre Antonio Spadaro che ha anche scritto un buon libro su Chiesa e nuovi media. Il suo blog, cyberteologia, è molto molto interessante. Anche Paolini, un professore di religione di livorno (se non ricordo male), ha scritto un testo sull’utilizzo degli strumenti web e dei social in ambito scolastico ed ecclesiale.

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