Il compleanno al tempo di Facebook

Oggi è il mio compleanno, e come ogni anno il primo pensiero appena svegliato è andato a Facebook. In quanti mi faranno gli auguri quest’anno?

Per analizzare questo fenomeno, però, bisogna partire prima da un dura realtà relativa alla costruzione di un altro Sé, un nuovo Io da utilizzare on-line, perché come ci dice Sherry  Turkle nel suo ultimo “Insieme ma soli” “Su facebook pensiamo di essere noi stessi, invece finiamo per essere qualcun altro”.

Ognuno di noi lo sa. Ce ne rendiamo conto e siamo complici silenziosi di questa trasformazione perenne. Cambi di identità che avvengono in un secondo decine di volte al giorno. Cambiamo quando ci connettiamo e torniamo in noi quando veniamo interrotti da una telefonata, una domanda di un genitore che è in casa, o dalla presenza di un amico nella nostra camera.

Lo sappiamo. Eppure non riusciamo più a farne a meno. Perché il mondo parallelo che abbiamo ci rassicura. Ci rende più forti. Ci fa mettere da parte le nostre paure, le nostre timidezze, facendoci esibire una personalità brillante, intraprendente, quando in realtà non è parte di noi.

Gli amici di Facebook sono il contorno di questa vita parallela, la presenza di compagni di vita virtuale ci rassicurano facendoci pensare “non sono solo io”, “non sono solo”, “ho tanti amici che mi cercano e scrivono”.

È molto facile avere amici su facebook perché si acquisiscono, non si conquistano e possono anche essere ignorati perché non si offendono e se gli scrivi anche dopo un anno è come se niente fosse, “amici” come sempre. E per sempre.

Non pretendiamo mai che gli amici di facebook si preoccupino per noi, che vengano a trovarci se siamo malati o festeggino i nostri successi. Eppure ci piace averli e continuiamo a definirli tali. Ma se non ci fanno gli auguri del compleanno ci viene un senso di angoscia. Se riceviamo pochi auguri abbiamo un senso di tristezza e di abbandono. Come anche ci sentiamo galvanizzati nel ricevere apprezzamenti a post che abbiamo scritto e pubblicato.

Per tutti noi lo spazio virtuale ha una forte responsabilità emozionale. Affidiamo al non reale ciò che vorremmo avere nel reale: tanti amici che si ricordano del nostro compleanno.

Questo mondo alternativo dove scrivere pubblicamente ad un amico gli auguri del compleanno ci da la sensazione di esserlo davvero.

In realtà si amano gli “amici” on-line perché è un modo leggero di affrontare l’esistenza. Siamo sollevati da ogni responsabilità perché sappiamo che non sono veri amici. Eppure ci sentiamo in dovere di fare gli auguri  perché ce lo dice Facebook. Perché ci avvisa che oggi è il compleanno di un “amico” e suggerisce di fargli gli auguri. “Se non lo fai rischi di sembrare antipatico”, sembra suggerirci.

Qualcuno dice di farlo per risparmiare denaro, come se un’amicizia vera possa valere solo il costo di un sms. Eppure tra messaggio pubblico su Facebook ed SMS c’è una grande differenza. Con l’SMS bisogna prendere il cellulare, trovare il destinatario, comporre il messaggio, breve o lungo che sia, e avremo così dedicato almeno qualche secondo in più dimostrando un minimo di volontà e interesse. La telefonata poi è solo un miraggio lontano, che appartiene ormai al secolo scorso.

Il messaggio su facebook, invece, si consuma in un secondo, il tempo di scrivere uno sterile “auguri” e cliccare su invia. Cinque secondi al massimo e tutto si dissolve nell’altro mondo. E siamo sollevati da un dovere. Perché fare gli auguri ai propri “amici” è un dovere ai tempi di Facebook, mai un piacere.

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Povia e gli errori nel web

Povia torna a far parlare di sé. Direttamente o indirettamente. L’oggetto della polemica è un fantomatico commento sulla sua pagina ufficiale facebook in cui venivano espresse frasi e termini contro i gay che non lasciavano spazio ad alcun fraintendimento.

Il post, dopo qualche minuto rimosso (anzi, bannato, per usare il termine di Povia), è stato prontamente salvato (screenshot) dall’amministratore della pagina facebook Pugliamo l’Italia, pagina di sostenitori del presidente della regione Puglia Nichi Vendola.

Da qui il terremoto. La rete, quindi gli utenti, quindi i cittadini ancora una volta hanno dato dimostrazione di sensibilità e approccio contemporaneo alle questioni sociali che spesso si presentano. Tutti contro Povia, perché è lui l’autore del commento. Si dice.

I problemi nascono quando è lo stesso Povia a dire che non è stato lui bensì un profilo falso a scrivere quel commento offensivo, ma il modo in cui lo fa non è dei migliori per rivolgersi agli utenti di un social network.

Monta così una social-war tra sostenitori e detrattori che porta la polemica su twitter che viene poi ripresa da alcune testate.

Voglio credere a Povia, anche perché non è per niente impossibile che qualcuno crei profili falsi e commenti a nome di un altro, ma voglio evidenziare gli errori che il vero Povia ha commesso nel gestire questa crisi.

1 – Ha reagito utilizzando un linguaggio poco pulito, volgare e offensivo nei confronti di chi lo accusava (perché ignaro della, presunta, realtà)

2 – Povia ha la cattivissima abitudine non solo di cancellare i commenti offensivi ma anche di eliminare totalmente i proprio post senza lasciar traccia alcuna di ciò che accade. In realtà sono gli stessi sostenitori a prendere le difese del proprio idolo ed è quindi totalmente inutile censurare.

3 – Continua ad alimentare la polemica riprendendo articoli che parlano di questa storia insultando la stampa

4 – Povia non ha un social media manager. E si vede.

Ovviamente ciò che avrebbe dovuto fare è tutto l’opposto di ciò che ha fatto.

Un dubbio però ce l’ho. Povia non è tra i partecipanti Sanremo 2012 e il suo album uscirà in aprile. Potrebbe essere probabile che il suo comportamento sia un astuto, ma poco intelligente modo di far parlare di sè in maniera gratuita ed efficace?

Volunia, il motore di ricerca sociale!

Non abbiamo avuto ancora il piacere di provare Volunia, la nuova start-up tutta italiana ideata da  Massimo Marchiori, ma già seguendo la conferenza stampa di presentazione in diretta streaming si è capito molto della filosofia che ha fatto nascere questa sorta di Google Sociale.

E non a caso il fondatore racconta e spiega il nuovo portale con la metafora della gallina, da sempre costretta a vivere in gabbie, ma che dal 2012 sarà liberata da questa costrizione.

Così come gli utenti che fino adesso dopo una ricerca on line per mezzo dei motori si fermavano alla scelta del sito, con Volunia la ricerca è solo il primo atto della navigazione e permetterà all’utente di spiccare il volo.

Una volta entrati nel sito ricercato avremo la possibilità di entrare in contatto con chi vi è connesso, cioè con le persone che hanno dimostrato interesse verso quell’argomento.

Potremo instaurare discussioni tra i naviganti e aggiungere alle nostre conoscenze web le persone che hanno dimostrato il nostro stesso interesse su vari argomenti.

Non un semplice Motore di ricerca, quindi, ma un vero e proprio Social Network nomade che trasforma ogni singolo sito in occasione di incontro e scambio di idee.

Tanti auguri Volunia, in bocca al lupo.

 

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